«Niente scuse, arrangiati»: era il mantra di sua madre Edi, e Andrea Bocelli lo ha preso alla lettera per tutta la vita. Il documentario Andrea Bocelli – Because I Believe è, in fondo, la storia di un uomo che si è arrangiato benissimo. Nato in un piccolo borgo della Toscana, cresciuto tra la musica e i campi, Bocelli ha costruito una carriera da quasi novanta milioni di dischi venduti e palcoscenici in ogni angolo del pianeta. E adesso, per la prima volta, quella storia la racconta lui stesso.
Andrea Bocelli – Because I Believe, firmato dalla regista Cosima Spender, arriva stasera in prima visione su Sky Documentaries alle 21.15, disponibile anche in streaming su Now e on demand. Un appuntamento da non perdere per chiunque voglia scoprire cosa si nasconde oltre la voce. Di cui vi mostriamo in anteprima un video che potete vedere qui sopra.
Andrea Bocelli oltre il palco: un ritratto inedito
Quello che rende questo documentario diverso da qualsiasi altra cosa sia stata fatta su Bocelli è la qualità dell’accesso. Cosima Spender non si è limitata a raccogliere archivi e interviste: lo ha seguito nel quotidiano, nella sua tenuta in Toscana, dietro le quinte dei concerti, nei momenti in famiglia. Il risultato è il ritratto di un uomo di rigore assoluto e di gentilezza, capace di sellare il suo cavallo da solo e di galoppare tra i campi con la stessa naturalezza con cui riempie le grandi arene. «Mettere la sella al mio cavallo e galoppare nella campagna è stato il momento più memorabile di tutta la lavorazione del film», ha detto Bocelli.
Dalla Toscana al mondo: gli anni della formazione
Bocelli nasce con il glaucoma congenito e perde la vista completamente a dodici anni, dopo un incidente durante una partita di calcio. Sua madre non gli concede il lusso della rassegnazione. Agli anni di studio musicale rigoroso seguono, poi, gli anni nei piano bar. Fino a quando Zucchero ascolta una sua demo e capisce di avere tra le mani qualcosa di straordinario. È l’inizio di tutto. Qualche anno dopo arriva Time to Say Goodbye, il duetto con Sarah Brightman che lo porta nell’olimpo della musica internazionale. Poi Céline Dion, Jennifer Lopez, Dua Lipa, i concerti alle Olimpiadi e ai Mondiali di calcio, una stella sulla Hollywood Walk of Fame. Una fiaba moderna, come lui stesso la definisce, costruita però con sei ore di pratica vocale al giorno.
Perché si intitola Andrea Bocelli – Because I Believe
Bocelli ha accettato il progetto di Spender con entusiasmo. «Il motivo per cui ho accolto con gratitudine la proposta di Cosima è racchiuso nel titolo stesso del documentario. Credo nelle persone, nella vita, e nel Padre Celeste che ce l’ha donata. Credo nella forza dell’amore, la forza che muove il mondo». È, dice lui, la chiave di lettura di ogni scelta della sua vita. In merito a cosa vorrebbe trasmettere agli spettatori, Bocelli è altrettanto diretto. «Non ho nulla da insegnare a nessuno. Sono un alunno. Imparo qualcosa ogni giorno». Poi ci pensa su un momento e aggiunge: «Forse i cantanti in erba potrebbero prendere qualcosa dal film, per esempio il concetto di cantare in modo naturale senza forzare la proiezione della voce».
Lo sguardo della regista Cosima Spender: ascoltare il mondo di Andrea
Cosima Spender, documentarista già nota per Palio (doc del 2015 dedicato alla più antica gara equestre del mondo, il Palio di Siena) ha lavorato con un obiettivo preciso: non raccontare la leggenda, ma catturare «l’atmosfera del mondo di Andrea». L’uomo che ascolta dischi nella sua biblioteca toscana per scegliere i brani del prossimo concerto, che porta il suo levriero italiano Ginevra su ogni aereo («è sempre la prima a salire in macchina»), che naviga gli spazi con una capacità di ecolocalizzazione che lui stesso considera semplicemente una facoltà che tutti potrebbero sviluppare. «Ascoltare come la musica pervada ogni momento della sua quotidianità, sentire la potenza della sua voce mentre si scalda, osservare il suo ottimismo contagioso: è stato un grande privilegio poter catturare tutto questo», racconta la regista.
Se a questo si aggiungono video e foto rari di archivio, performance straordinarie, riprese backstage nei concerti al Madison Square Garden di New York e alle Terme di Caracalla a Roma, il risultato è un doc che funziona su più livelli, per i fan di lunga data come per chi si avvicina per la prima volta a questa storia.
Amica ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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