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Cartier Women’s Initiative, al via il bando 2027 per le imprenditrici

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A volte quello che serve è solo un piccolo incoraggiamento, a volte un vero e proprio aiuto per andare avanti. Essere imprenditrici non è sempre facile e si affrontano inevitabilmente momenti difficili e battute di arresto. Ma con il giusto aiuto, confrontandosi tra simili e analizzando al meglio la situazione si può andare avanti, avere successo, creare occupazione e fare la differenza nel mondo. È questo lo spirito alla base della Cartier Women’s Initiative, che quest’anno compie 20 anni.

Presentata a Milano, alla presenza di un’ambassador d’eccezione come l’avvocata per i diritti umani Amal Clooney, la Cartier Women’s Initiative il 16 aprile apre le candidature per il 2027 e manda un messaggio di speranza a tutte le donne del mondo che hanno messo su un’impresa e vogliono farla crescere.

Cos’è il Cartier Women’s Initiative e perché è utile per le imprenditrici

Creato nel 2006 e giunto al suo ventennale, il Cartier Women’s Initiative (CWI) è un programma internazionale d’impatto che sostiene le donne alla guida di aziende volte a risolvere le sfide globali più urgenti. Per un’imprenditrice, partecipare significa accedere a un ecosistema olistico unico: il programma offre finanziamenti significativi (fino a 100.000 dollari per le vincitrici), ma il vero valore risiede nel capitale umano e sociale.

Le “fellows” beneficiano di una borsa di studio annuale con formazioni d’eccellenza presso l’INSEAD, coaching personalizzato e sessioni di benessere. Soprattutto, entrano a far parte di una community globale di oltre 520 membri, una rete di fiducia che combatte l’isolamento imprenditoriale e apre porte a nuovi mercati e investitori.

I Cartier Dialogues a Milano

L’evento “Women Lighting the Path”, che si è tenuto a Milano lo scorso 1 aprile, ha esplorato il ruolo fondamentale delle alleanze per il progresso. Nel primo panel, Amal Clooney, avvocata, giurista e attivista specializzata in diritto internazionale e diritti umani e co-fondatrice della the Clooney Foundation for Justice, e Monica Lucarelli, Assessore alle Attività Produttive e alle Pari Opportunità di Roma Capitale, hanno discusso di giustizia e leadership. Durante il panel “The Women’s Nexus: Futureproof Progress through Cross-Sector Alliances”, Clooney ha ricordato che solo il 4% delle donne nel mondo gode di piena uguaglianza legale, esortando a combattere l’apatia: «Non puoi battere il male, ma puoi prevenire l’apatia», risolvendo un problema alla volta. Lucarelli ha sottolineato l’urgenza di superare i doppi standard nella leadership e di agire fin dalle scuole elementari per scardinare gli stereotipi di genere.

Cartier Women Initiative, Monica Lucarelli e Amal Clooney durante un momento del panel “The Women’s Nexus: Futureproof Progress through Cross-Sector Alliances” a Milano, il 1 aprile 2026. Con loro, Cyrille Vigneron, Cartier Chairman, culture and philanthropy. Foto: Courtesy Cartier

Il secondo panel ha riunito le “Maestras” del design italiano Maria Porro, Cristina Celestino, Elena Salmistraro, che hanno ridefinito la creatività come responsabilità sociale e ambientale. L’innovazione nel design non è più solo estetica, ma uno strumento per affrontare sfide collettive e ispirare le prossime generazioni.

Infine, il terzo panel ha dato voce a tre delle 30 fellows scelte per l’edizione 2026 dei Cartier Women’s Initiative awards, mettendo in luce l’impatto concreto delle loro imprese. Angela Ursem (Food for Skin) ha illustrato il suo modello di bellezza circolare dagli scarti alimentari; Elise Thorel (Marie Curry) ha raccontato come la cucina offra indipendenza alle donne rifugiate; Hahyeon Park (Omena) ha spiegato come la sua piattaforma digitale supporti le donne durante la menopausa. Il messaggio finale è stato univoco: il CWI non è solo un premio, ma una “famiglia” che trasforma la vulnerabilità in forza attraverso il supporto reciproco e il confronto onesto.

A sinistra Yvonne Brady, Community Activator del Cartier Women’s Initiative. Al centro del palco le Fellows 2026: da sinistra Hahyeon Park (Omena), Elise Thorel (Marie Curry) e Angela Ursem (Food for Skin). A destra Kiyo Taga-Witkin, Cartier Women’s Initiative Director. Foto: S. Pessina

Le prime, seconde e terze classificate per ciascuno dei dieci premi saranno rivelate durante la cerimonia di premiazione di Cartier Women’s Initiative, che si terrà il 10 giugno 2026 a Bangkok, in Thailandia.

Tutti i partecipanti all’incontro milanese del 1 aprile 2026. Foto: Courtesy Cartier

Apertura del bando 2027: tre consigli per le future candidate

Il percorso per diventare una delle 30 finaliste dell’edizione 2027 inizia ora: il bando resterà aperto dal 16 aprile al 16 giugno 2026. Per chi ha un’impresa a forte impatto sociale o ambientale, ecco tre consigli tratti dall’esperienza delle fellows e degli esperti:

1. Conosci i tuoi numeri e sii chiara: Le presentazioni e le slide devono essere impeccabili; la passione deve poggiare su dati solidi e modelli di business trasparenti.

2. Mettici il cuore (e meno IA): Per l’application, evita risposte standardizzate. I giudici cercano onestà, intenzioni comuni e la vostra voce autentica.

3. Non arrenderti se non passi subito: Molte imprenditrici hanno avuto successo al secondo o terzo tentativo. Il processo di selezione è “sfidante” ma utile: le domande difficili della giuria ti aiuteranno ad analizzare e migliorare il tuo business a prescindere dal risultato.

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In bocca al lupo a tutte!

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