La skincare coreana ha travolto e stravolto la nostra beauty routine, ammettiamolo. Anche se restiamo fedeli ai nostri cari brand europei e occidentali (e anche italiani, di nicchia) di skincare, il nostro beauty case si è arricchito di prodotti impensabili fino a soltanto tre anni fa. Come i pad, le essence o lotion, i patch, le polveri di riso, le sleep mask etc. Formule orientali che ci hanno incuriosito e che non abbiamo potuto non sperimentare.
Prodotti che sono entrati stabilmente nel protocollo quotidiano di cura della pelle. La bellezza orientale e coreana è un universo in continua evoluzione. Scopriamo i suoi trend (che riguardano anche i capelli), grazie a uno studio di mercato condiviso da Miin Cosmetics, leader nella distribuzione di oltre 100 brand coreani.
Skincare coreana: trend e crescita senza pari
Quello che di bello accade in Corea del Sud, viene subito intercettato dai mercati europei e statunitensi. In Europa si afferma un approccio sempre più pragmatico alla cosmetica, con la selezione di prodotti multifunzionali capaci di semplificare la beauty routine. E sostenibili. In sintonia con la volontà di utilizzare formule efficaci e chiare nella comunicazione degli ingredienti contenuti al loro interno.
Shiatzy Chen – Foto Spotlight/Launchmetrics
In questo contesto, il fenomeno della K-Beauty continua a crescere. L’anno scorso la Corea del Sud ha superato la Francia, diventando il primo Paese esportatore di cosmetici verso gli Stati Uniti. Qui, si registra una crescita delle vendite dei cosmetici coreani del 53 per cento all’anno. E le ricerche online di “korean skincare” crescono del 168 per cento.
Ma cosa ha da offrire, la skincare coreana? E soprattutto quali sono i suoi ingredienti cult da tendere d’occhio e sperimentare nel 2026?
Salutiamo i nuovi principi attivi che arrivano dalla Corea
- Ingrediente rivelazione del 2025, il PDRN promette di restare protagonista anche nel 2026. Di cosa si tratta? Innanzitutto non è vegano: è composto, infatti, di frammenti di DNA derivati dallo sperma del salmone. I suoi benefici? Accelera i processi di rigenerazione cutanea e migliora l’elasticità, conquistando un ruolo di primo piano nella formulazione dei cosmetici anti età.
La modella sudcoreana Bae Yoon-Young – Foto Getty Images
- Al secondo posto, troviamo gli esosomi. Considerati veri e propri messaggeri cellulari, migliorano la comunicazione fra le cellule, favoriscono la rigenerazione dei tessuti e rafforzano la resilienza cutanea. Che siano il futuro della medicina rigenerativa?
- E dell’heartleaf avete mai sentito parlare? Noto anche come Houttuynia cordata, si sta imponendo come ingrediente eroe della skincare coreana. Capace di portare un successo virale ai brand di nicchia che lo utilizzano nelle loro formulazione, si tratta di un estratto delle foglie dell’omonima pianta. Utilizzato da secoli della medicina tradizionale asiatica, ha proprietà lenitive legate all’elevata concentrazione di flavonoidi e polisaccaridi.
- Ultimo ma non ultimo, il PLLA – acido poli-L-lattico – è noto in medicina estetica come uno dei principali iniettabili biostimolanti. Si utilizza per ripristinare in modo graduale i volumi del viso e migliorare la texture cutanea. Attraverso la stimolazione della produzione naturale di collagene. I trend indicano una crescita dei prodotti skincare formulati con questo attivo. In applicazione topica, il polimero sintetico non può ovviamente replicare gli effetti di un filler iniettabile ma contribuisce comunque ad esfoliare e rimpolpare la pelle, con effetto levigante e uniformante immediato. Un uso continuativo regala una migliore elasticità cutanea.
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