-->

Ad Unit (Iklan) BIG

Dopo l'esordio a Sanremo, nayt racconta il nuovo album "io Individuo": una riflessione profonda sull'essere umano nella collettività

Posta un commento
html PUBLIC "-//W3C//DTD HTML 4.0 Transitional//EN" "https://ift.tt/PTW9qKb"

Scavallato il suo primo Sanremo dove con Prima che è arrivato a sorpresa sesto nella classifica finale, nayt (si scrive minuscolo) presenta il nuovo album io Individuo (con la sola seconda “i” maiuscola): «Una scelta fatta per spostare l’attenzione da me e decostruire l’ego», spiega rispetto al titolo. «Mentre scrivevo il disco, mi sono reso conto che la parola “individuo” ricorre in periodi come questi in cui è difficile riuscire a sentirsi parte di una collettività. Il disco pone questa domanda esistenziale: come si fa a stare, e restare, insieme? Parlo di relazioni affettive, amicali, parentali, sociali, professionali, musicali. Ma anche del rapporto con le donne, con le proprie origini».

Nelle tredici canzoni che compongono il nuovo album oltre al pezzo sanremese, c’è Stupido pensiero feat. Elisa: «Ci siamo visti in studio un mattina presto e ci siamo rimasti fino alle 3 di notte lavorando al pezzo da zero, è stata un’esperienza incredibile, sono molto felice, aggiunge al disco qualcosa che mancava. Elisa è una maestra di vita e di musica».

Tra le voci dell’album ci sono quella di sua mamma, in Origini – Interludio, e in Contraddizioni – Interludio quella di una «persona per me molto importante con cui ragiono sul tema della devozione, del culto dell’idolo». C’è il campionamento di Noemi da Briciole in L’astronauta – “non c’è più niente, niente, niente che mi leghi a te”. E un rimando a In Italia di Fabri Fibra in Ci nasci, ci muori: «Mi è venuto spontaneo perché anche il mio è un pezzo ironico di critica e ironia», prosegue. Soprattutto, in tutto l’album, c’è una riflessione profonda sull’essere umano nella collettività.

Il 31enne romano nayt, William Mezzanotte all’anagrafe. Oggi, venerdì 20 marzo esce il suo nuovo album io Individuo: una riflessione profonda su cosa vuol dire oggi essere umano nella collettività. Tredici tracce tra urban e cantautorato, compresi il brano sanremese Prima che e Stupido pensiero feat. Elisa (foto Alessio Albi/uff stampa)

Mentre nayt racconta il suo nuovo progetto, tutt’intorno scorrono immagini di animali e insetti in movimento nei propri habitat. «Sono tutti esseri viventi, animali diversi che interagiscono tra loro o solitari. Il mondo della fauna e della flora, che era già presente nel disco precedente, è un modo per ricordarci l’animale che siamo, per riuscire a vedersi per quello che siamo».

La cover di io Individuo di nayt

La cover dell’album di nayt io Individuo è un quadro acrilico su tela 120x120cm dipinto a mano dall’artista Ozy e ispirato dalla fotografia De Schimmel (1992), scattata dal fotografo tedesco Hannes Wallrafen. «Amo il simbolo del cavallo bianco che irrompe in uno spazio artificiale, amo il fatto che sia stato fatto senza uso di intelligenza artificiale», commenta nayt. «Non ho voluto una mia foto in copertina, così “individuo” diventa chi osserva, chi ascolta».

nayt: «Sanremo? Un’esperienza entusiasmante»

Come si è sentito da rapper all’esordio a Sanremo? «Anche meglio di quanto immaginassi, è stata un’esperienza entusiasmante. Mi sento spesso ripetere che non mi sono snaturato al Festival, ma non mi sembra strano, in realtà succede a molti artisti». Non tutte le conseguenze dell’essere arrivato al grande pubblico però gli fanno piacere. «Non mi piace quando mi fermano per strada e mi chiedono un selfie, non mi costa niente fare una foto, ma non voglio mettermi su un piedistallo, preferisco guardare le persone negli occhi e parlarci, restando sullo stesso piano».

La generazione-ponte e il maschilismo tossico

«Io ho 31 anni, penso che la mia generazione abbia grande potenzialità per fare da ponte tra i giovanissimi che nascono con il telefono in mano e i nostri genitori che ci si sono trovati in mezzo. E non parlo solo di tecnologia ma di linguaggi, tempi e ritmi diversi. Anche per quel che riguarda la fruizione della musica: io passavo pomeriggi in camera di mia mamma, ad ascoltare i dischi. Oggi in Italia è difficile restare, perché è ormai un lusso riuscire a vivere qui dignitosamente, ma anche andarsene».

Un’ultima riflessione. All’interno del disco c’è un percorso che lega tre brani: Un uomo Origini e Punto di incontro e che si interroga e mette in discussione il significa dell’essere un uomo, del rapporto con la donna, anche dal punto di vista del maschilismo tossico. «Cerco di non mettere il giudizio in quello che scrivo, se giudico poi cambio prospettiva e giudico me stesso». Nel modo del rap c’è un problema di sessismo? «Non è il rap ma la società ad avere un problema nel modo in cui racconta le donne».

LEGGI ANCHE

Related Posts

There is no other posts in this category.

Posta un commento

Subscribe Our Newsletter