L’errore più grande che si possa fare, imbattendosi su Prime Video in Finding Harmony: A King’s Vision, il nuovo documentario realizzato da re Carlo, è passare oltre e non guardarlo perché non abbastanza appassionati di famiglie reali.
Il reportage, disponibile sulla piattaforma dal 6 febbraio, è tutto, infatti, tranne che l’ennesimo racconto celebrativo dedicato a un monarca.
Finding Harmony: A King’s Vision: il documentario di re Carlo
Precisiamo subito una cosa: certamente l’immagine che emerge del figlio della regina Elisabetta, dopo i 90 minuti di visione, è più che positiva. Ma la singolarità del progetto non sta semplicemente in questo. Sarebbe una lettura troppo banale.
Per re Carlo, oggi 77enne, è da sempre fondamentale il concetto di Armonia (foto Prime Video/Finding Harmony: A King’s Vision)
Sta, piuttosto, nell’innegabile capacità del documentario di smuovere la coscienza di ogni singolo spettatore, costringendolo inevitabilmente, davanti ai titoli di coda, a chiedersi: «Voglio davvero continuare a mettere la testa sotto la sabbia?».
Re Carlo, una vita per l’armonia
Facciamo un passo indietro. Finding Harmony: A King’s Vision è un documentario incentrato sulla necessità di proteggere il pianeta e l’ambiente. Ammettiamolo: non è una novità editoriale. Da tempo si parla a livello mediatico e politico dell’urgenza di invertire la rotta per combattere l’inquinamento e per ridurre i danni legati ai cambiamenti climatici.
Il cortometraggio, voluto fortemente dal primogenito della regina Elisabetta, però, va oltre. Non elenca semplicemente una serie di buone pratiche da attuare per proteggere l’ambiente – fare la raccolta differenziata o non gettare le bottiglie di plastica in mare, ad esempio. E non si limita nemmeno a mandare un messaggio ai potenti del pianeta per spingerli ad agire più che a parlare.
Re Carlo crede da sempre nel potere rigenerante della natura (foto Getty Images)
Finding Harmony: A King’s Vision è, piuttosto, un invito tanto forte quanto convincente al raggiungimento di un’armonia globale nella quale la natura venga messa al centro, sì, ma, al contempo, diventi il punto focale attorno a cui far ruotare l’economia, la socialità, l’imprenditoria e l’innovazione. Un obiettivo non solo per i grandi del pianeta ma a cui tutti possono aspirare, anche nel loro piccolo mondo fatto di scelte all’apparenza insignificanti.
Il concetto è tutt’altro che scontato. Perché mentre si ascoltano le parole del monarca o quelle di Kate Winslet, narratrice in sottofondo, si percepisce come sia davvero nelle mani di ogni singola persona il potere di invertire la rotta. Il segreto sta proprio nel riconoscere che le regole della natura funzionano. E pure bene. E, nell’imparare, di conseguenza, a fidarsi di essa, trasformandola nelle Guida di tutto.
Una teoria confermata dai vari progetti messi in piedi da re Carlo. In primis quello di Dumfries House, la dimora scozzese destinata al declino e diventata, per volontà del sovrano, un catalizzatore per la rigenerazione dell’area locale, colpita dal declino dell’industria mineraria del carbone. Il luogo in cui la bellezza, l’armonia, l’ordine e il rispetto dei cicli naturali sono diventati il motore della rinascita di una comunità che oggi può dirsi viva e interconnessa.
O quello avviato nel carcere di Bristol, dove i detenuti, cresciuti spesso in contesti fatti di relazioni non sane, imparano dalle api il senso di comunità. E ancora: le foreste pluviali in Guyana, i pozzi a gradini in India, il vilaggio sperimentale di Poundbury.
Re Carlo il visionario
È così che, una scena dopo l’altra, si delinea un ritratto inedito di re Carlo. Per tanto tempo e da tante persone visto sempre e solo come «l’eterno erede della regina Elisabetta». In realtà appare – finalmente! – evidente quanto il padre di William e Harry abbia passato, in realtà, la vita a tentare di far capire al mondo quanto sia fondamentale ritrovare un equilibro con il pianeta. Anche quando il mondo lo criticava e i media gli remavano contro, giudicandolo «un hippy» che non aveva niente di meglio da fare che «parlare con le piante».
È da cinquant’anni che re Carlo cerca di far capire al mondo l’importanza di trovare un equilibrio con la natura (foto Prime Video/Finding Harmony: A King’s Vision)
Si finisce, così, di guardare il cortometraggio con il desiderio di fare qualcosa, anche solo nel proprio piccolo. Rinunciando, magari, a comprare l’ennesimo maglione fast fashion di cui non abbiamo bisogno. Preferendo le arance alle fragole, ora che siamo in inverno. O passeggiando in un bosco anziché che in un centro commerciale, respirando le molecole di pino cembro per rilassarci naturalmente.
Dopo aver visto Finding Harmony: A King’s Vision non guarderete più re Carlo allo stesso modo. Ma forse non guarderete più allo stesso modo nemmeno voi stessi.
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