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Lisa Kudrow racconta che a Hollywood la chiamavano «la sesta amica» e nessuno credeva in lei. Anche mentre vinceva un Emmy per Friends

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Vincere un Emmy, il premio più importante della tv americana, e non contare nulla. Essere in una delle sitcom più viste della storia della televisione e sentirsi invisibile. Lisa Kudrow conosce bene questa contraddizione.

E trent’anni dopo la racconta in un’intervista al quotidiano inglese The Independent con una franchezza che fa ancora un certo effetto. Mentre Friends diventava la serie più amata degli anni Novanta, mentre Jennifer Aniston conquistava le copertine di mezzo mondo e Courteney Cox e Matt LeBlanc accumulavano fan, lei recitava la sua parte con dedizione assoluta, consapevole che dall’altra parte delle scrivanie delle agenzie quasi nessuno stava davvero guardando.

Phoebe Buffay, con le sue canzoni strampalate, la sua filosofia di vita bizzarra e quel cuore enorme nascosto sotto strati di eccentricità, era amata dal pubblico. Ma la sua interprete era talmente sovrastata dal personaggio che nemmeno chi avrebbe dovuto occuparsi di lei riusciva a scindere le due. Insomma, Lisa Kudrow poteva aspettare.

Lisa Kudrow, oggi 62 anni, racconta che a Hollywood la chiamavano «la sesta amica» e nessuno credeva in lei. Anche mentre vinceva un Emmy per Friends (foto Getty Images)

La sesta amica di Friends: quando nessuno credeva in Lisa Kudrow

«Nessuno si preoccupava di me», ha raccontato Kudrow. «Alcune persone che lavoravano con i miei agenti mi chiamavano semplicemente “la sesta amica”». Una battuta che fa sorridere, ma che nasconde qualcosa di più pungente: l’invisibilità professionale in mezzo a uno dei cast più celebri della televisione americana. Come se recitare in una delle serie più famose al mondo non bastasse.

«Non c’era nessuna visione per me, nessuna aspettativa sul tipo di carriera che avrei potuto avere», ha ricordato. «Era solo: “Ragazza, che fortuna che sei finita in quella serie”». Una frase che suona come un complimento e invece è tutto il contrario: il modo più elegante per dire che il merito non era suo, che era stata solo fortunata, che non ci si aspettava niente di più da lei come attrice.

Lisa Kudrow con l’Emmy vinto per Friends nel 1998 (foto Getty Images)

L’Emmy vinto mentre tutti guardavano altrove

Eppure, proprio mentre qualcuno la liquidava come comparsa di lusso, Lisa Kudrow diventava la prima del gruppo a portare a casa un Emmy. Nel 1998 ha vinto il premio come migliore attrice non protagonista in una serie comica per la sua interpretazione di Phoebe. Quella stessa Phoebe che all’epoca molti a Hollywood liquidavano come una macchietta.

Il nodo, per Kudrow, era proprio questo: cosa significa essere «stupida» a Hollywood? «All’epoca tutti dicevano: “È proprio una sciocchina. Come mai interpreti solo sciocchine?”», ha spiegato in una conversazione per Interview Magazine con Lily Tomlin. «E io pensavo: “Ma è davvero una sciocchina? Per me, no”». Phoebe, nella lettura che ne ha sempre fatto Kudrow, non era affatto sprovveduta: era semplicemente una che si rifiutava di stare al gioco. «Nel 1994 dire “la adoro, è una tale sciocchina” significava questo: qualcuno che non seguiva le regole». Una distinzione sottile, ma per Kudrow evidentemente fondamentale.

La leggenda della capobanda dei contratti milionari

Dieci anni sono tanti per abitare un personaggio. E interpretare ogni giorno qualcuno così lontano da sé lascia il segno, nel bene e nel male. «All’inizio Phoebe era molto, molto lontana da me», ha ammesso Kudrow. «Ci voleva molto lavoro per giustificare le cose che diceva e faceva. Non mi dava fastidio: era divertente». Col tempo, però, qualcosa è cambiato. «Nel corso di dieci stagioni, un po’ di lei è entrata in me. Mi sono alleggerita un po’, ho letto qualche libro sulla spiritualità, solo per cercare di capirla». Una simbiosi lenta e silenziosa, come spesso accade tra un’attrice e il personaggio che la consegna alla storia.

C’è anche un capitolo meno noto della storia di Friends, legato ai celebri contratti da un milione di dollari a puntata che Nbc ha riconosciuto all’intero cast nelle ultime stagioni. Per anni è circolata la voce che fosse stata proprio Kudrow a spingere i colleghi a trattare collettivamente piuttosto che individualmente. Una storia che, se vera, avrebbe fatto di lei una sorta di sindacalista di Hollywood. Peccato che non fosse vera. «Non ero assolutamente la capobanda», ha precisato. «Era stato riportato così, ma non era vero. Il mio team era furioso». Lei aveva pensato che la cosa potesse addirittura giovarle. «io pensavo che fosse un bene per la mia reputazione. Tipo: “Ehi, la gente penserà che sono molto in gamba!”. Ma il mio team mi disse: “No, questo non va bene. Siamo furiosi per ciò che dicono di te”».

La carriera di Lisa Kudrow

Paradossalmente, la mancanza di aspettative riguardo alla sua carriera da parte di Hollywood, ha permesso a Lisa di muoversi in totale libertà. Mentre Friends dominava gli ascolti, Kudrow costruiva una filmografia tutt’altro che omogenea: Mamma torno a casa (1996) di Albert Brooks, Avviso di chiamata (2000) di Diane Keaton, Terapia e pallottole (1998), nel quale recitava accanto a Robert De Niro e Billy Crystal. È stato proprio quest’ultimo film a cambiare le carte in tavola. «Gli agenti e le persone del settore hanno cominciato a ronzarmi intorno, volendo mettermi in commedie romantiche e cose del genere». Il mercato si era accorto di lei. In ritardo, ma si era accorto.

La serie Friends si è conclusa nel 2004, ma ha aperto porte che Kudrow ha saputo varcare con intelligenza e pazienza. «Proprio perché ero in Friends, ho potuto creare i miei progetti che non dovevano essere grandi come Friends», ha spiegato al Today Show nel 2024. «Potevo fare qualcosa come The Comeback o Web Therapy, ed è stato davvero appagante». La serie che nessuno aspettava, interpretata dall’attrice di cui nessuno si preoccupava.

Lisa Kudrow in The comeback. La terza stagione è attualmente su Hbo Max (foto ufficio stampa)

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