È stabilmente tra i film più visti su Netflix in questi giorni. E non è difficile capire perché. The Killer è il remake che nessuno si aspettava. Non perché qualcuno abbia deciso di rimettere mano a un classico del cinema d’azione, ma perché a farlo è stato il regista del film originale in persona.
John Woo, che nel 1989 ha girato a Hong Kong il cult da cui ha avuto inizio la sua fortuna internazionale (da Face/Off a Mission: Impossible), è tornato dietro la macchina da presa per raccontare la stessa storia in modo completamente nuovo, con una protagonista donna, Parigi come scenografia e la sua firma visiva intatta. «Volevo sorprendere il pubblico», ha dichiarato Woo.
La storia della produzione è quasi altrettanto avventurosa del film stesso. Dalla prima sceneggiatura scritta nel 1992 per Richard Gere e Denzel Washington, passando per registi avvicendatisi e abbandonati, fino all’annuncio di Lupita Nyong’o come protagonista, poi sostituita da Nathalie Emmanuel solo nel marzo 2023. Le riprese, cominciate a Parigi, si sono interrotte per lo sciopero degli attori, per poi concludersi quasi un anno dopo. Tanta confusione, ma un lieto fine: in cima alla classifica di Netflix.
The Killer di John Woo è tra i film più visti su Netflix: Nathalie Emmanuel e Omar Sy in un action thriller tra cuore, spade, pistole e Parigi (foto ufficio stampa)
La trama di The Killer
Zee è una killer professionista che lavora per la criminalità organizzata parigina. Elegante, precisa, invisibile. Tra un incarico e l’altro tiene un pesce rosso, risolve le parole crociate e si fa confezionare i travestimenti da un vecchio sarto di fiducia. Nel suo mondo è conosciuta come la Regina dei Morti.
Ma durante un “incarico” in un nightclub, qualcosa va storto: una giovane cantante americana si trova nel posto sbagliato al momento sbagliato e rimane cieca. Zee decide di risparmiarla. Da quel momento la sua vita cambia radicalmente: l’organizzazione per cui lavora la vuole eliminare, un detective tenace le sta col fiato sul collo, e la ragazza che avrebbe dovuto uccidere nasconde segreti che complicano tutto. Quello che sembrava un incarico come tanti si trasforma nella storia di una donna che, forse per la prima volta, deve scegliere da che parte stare.
Il trailer originale di The Killer
Il cast e i personaggi di The Killer
A tenere insieme il film ci sono due personalità magnetiche e complementari. Nathalie Emmanuel, nota al grande pubblico per Il trono di spade e la saga di Fast & Furious, interpreta Zee con precisione fisica e presenza scenica: algida, letale, capace di usare la seduzione come prima arma e la spada come seconda, è un personaggio costruito con cura intorno alle caratteristiche specifiche dell’attrice, non semplicemente calato su di lei. Al suo fianco, Omar Sy, stella francese amatissima anche oltre i confini nazionali, veste i panni di Sey, l’ispettore di polizia che indaga sui crimini legati a Zee. È un uomo istintivo, che segue il cuore prima della logica, e il rapporto che si costruisce tra i due personaggi è il vero motore emotivo del film.
L’antagonista principale è Finn, interpretato da Sam Worthington: freddo, ambiguo, con un’agenda tutta sua, è l’uomo che fa da tramite tra Zee e il boss criminale Jules Gobert. Gobert ha il volto di Eric Cantona (sì, proprio l’ex calciatore del Manchester United e della Francia), che da qualche anno si è reinventato con successo come attore. Diana Silvers è Jenn Clark, la giovane cantante americana che scatena, suo malgrado, l’intera catena di eventi. Saïd Taghmaoui è il principe Majeb Bin Faheem, figura chiave negli equilibri del traffico di eroina parigino. A completare il quadro, Tchéky Karyo nei panni di Tessier, il vecchio sarto amico di Zee: una figura quasi paterna, punto di riferimento silenzioso in un mondo di violenza.
Omar Sy nei panni di Sey in The Killer, diretto da John Woo (foto ufficio stampa).
John Woo racconta The Killer: «Il cuore è sempre più forte del cervello»
Woo non ha rinunciato alla sua firma visiva: ralenti, coreografie di combattimento quasi danzate, piccioni in volo tra le pallottole. Ma ha anche voluto innovare. «Volevo sorprendere il pubblico», ha spiegato. «Avrebbero pensato che una killer dovesse usare una pistola, ma lo sceneggiatore Brian Helgeland ha avuto l’idea delle spade. Era perfetto per i movimenti del corpo di Nathalie». Da lì, la richiesta alla costumista di creare un abito che nascondesse le lame: il risultato è una delle sequenze d’azione più originali del film. Dove spicca Emmanuel, della quale Woo non cessa di tessere le lodi. «È una bravissima attrice e brava nelle scene d’azione. Sembrava su un altro livello. Era così concentrata e i suoi movimenti erano molto eleganti».
A guidare tutto, però, è una visione precisa del mondo e dei rapporti tra le persone. «Il cuore è sempre più forte del cervello», ha detto Woo parlando del legame tra i due protagonisti. Un modo per spiegare il tono del film: non un thriller adrenalinico e basta, ma una storia in cui i personaggi si riconoscono l’uno nell’altro prima ancora di capire perché.
Nathalie Emmanuel in The Killer (foto ufficio stampa)
Il sogno di Nathalie Emmanuel e Omar Sy
Nathalie Emmanuel ha trascorso mesi a costruire fisicamente il personaggio di Zee, con 6 settimane di allenamento intensivo prima ancora di iniziare le riprese della sola sequenza del nightclub. Che è anche quella che ricorda con più orgoglio.«Ciò che amo di tutta quella scena è che la prima arma di Zee è la sua sessualità. Sa come le persone risponderanno a lei con un abito del genere, e userà quest’arma di seduzione per indebolire o distrarre. E poi le ucciderà con un’arma vera», ride.
«Sapevo subito che mi sarei buttata a capofitto», ha raccontato l’attrice. «Abbiamo dovuto mettere insieme un puzzle: le loro idee, le mie idee sul personaggio. Come combatte, come si muove, quali sono i suoi punti di forza e di debolezza. È ovvio che, essendo una donna, i miei punti di forza si esprimeranno in modo diverso rispetto a quelli di un uomo. Non che lei sia meno letale o forte, ma il modo in cui lo dimostra è completamente diverso». Il coordinatore degli stunt, Gregg Smrz, ha rivelato che l’attrice ha eseguito da sola l’85% delle proprie scene d’azione, trasformandosi nel corso delle riprese in qualcosa che assomigliava sempre più a un’atleta.
Omar Sy, invece, ha parlato soprattutto dell’impatto emotivo di trovarsi su quel set. «La reazione è difficile da descrivere», ha confessato. «Era come qualcosa al di là di un sogno, qualcosa che non si osa nemmeno immaginare, e stava succedendo. Essere in un film di John Woo, nel classico The Killer che guardavo da adolescente così tante volte, era incredibile. E poi accadeva a Parigi, la mia città», Sul personaggio di Sey e sul suo rapporto con Zee, Sy ha aggiunto che «a volte il cuore va prima del cervello, e mi piace questo nel film. Mostra quanto John sia romantico».
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