Chissà se la regina Elisabetta immaginava che, dopo la sua morte, l’istituzione da lei così mantenuta solida per più di settant’anni, sarebbe andata così in crisi.
Precisiamo subito: non c’è aria di abolizione della monarchia nel Regno Unito. E non si parla nemmeno di abdicazione di re Carlo.
Certo è, però, che la vicenda che lega il principe Andrea a Jeffrey Epstein non può più essere considerata semplicemente come una serie di terribili e spregevoli atti compiuti da due singoli ma si sta rivelando una tempesta che rischia di coinvolgere, volenti o nolenti, ben più dei due diretti interessati.
Andrea porta i Windsor nel baratro
La prima a fare le spese dell’amicizia tra l’ex duca di York e il finanziere pedofilo è stata Sarah Ferguson. L’ex duchessa, molto legata ai Windsor nonostante il divorzio ormai trentennale dal marito, negli ultimi mesi ha mostrato di essere diversa da come voleva apparire.
Le mail da lei scambiate con Epstein hanno contribuito a metterla decisamente in cattiva luce – o, secondo i più critici, a mostrarla al mondo come è veramente – portando re Carlo a privare lei (fino al 17 ottobre 2025 duchessa di York) e Andrea di ogni titolo nobiliare. Ciliegina sulla torta, la perdita del patronato di ben sette enti di beneficenza che non si sentivano più rappresentati da Fergie la Rossa.
Re Carlo, sul trono dal 2022, sta affrontando una grande crisi di immagine per colpa del fratello Andrea (foto Getty Images)
Poi è stato il turno di re Carlo, involontariamente tirato in mezzo nel rapporto tra il fratello e il finanziere americano. Non c’è nessuna accusa nei confronti del sovrano. Ma il fatto che abbia dovuto, con un comunicato, esplicitare la sua disponibilità a collaborare con la polizia, non ha impedito ai media di domandarsi se il monarca, in realtà, non sapesse del fratello più di quanto abbia voluto far credere negli anni.
Nessun reato è stato commesso, a quanto sappiamo, dall’erede della regina Elisabetta. Resta il fatto, però, che il danno all’immagine c’è, non fosse altro per i dubbi che alcuni sudditi e giornali si sono fatti venire nei suoi confronti.
Eugenia e Beatrice trascinate a fondo dal padre
A fare le spese del comportamento aberrante di Andrea sono state, poi, anche le sue due figlie, la principessa Eugenia e la principessa Beatrice. Inizialmente i Windsor hanno cercato di proteggerle, invitandole ai vari eventi ufficiali, in primis la messa di Natale a Sandringham.
Nelle ultime settimane, però, la pubblicazione di nuovi materiali legati al caso Epstein ha messo in dubbio la totale estraneità delle due. In particolare, di Beatrice, giudicata consapevole dei reati commessi dal finanziere ma, nonostante ciò, disposta ad aiutare la madre a non rovinare l’amicizia con l’uomo.
Eugenia, seppur citata squallidamente dalla madre in una mail all’americano, ha subìto un contraccolpo pochi giorni fa, quando si è dimessa – evidentemente è stata costretta a farlo – dalla carica di madrina dell’Anti-Slavery International, la più antica organizzazione per i diritti umani al mondo.
Quale futuro per Eugenia di York, ora che ha dovuto lasciare anche il patronato dell’Anti-Slavery International? (foto Getty Images)
Non è affatto la prova che c’entrasse con la vicenda Epstein o fosse a conoscenza di quanto commesso dal padre. Ma è evidente che sia difficile, per una persona, farsi promotrice dei diritti umani quando il proprio genitore, salvo smentite, è accusato di aver trasformato in schiave sessuali alcune donne, minorenni comprese.
Il Commonwealth Day e la Bbc
A far supporre che la monarchia britannica stia vivendo una delle sue crisi peggiori è stata anche la scelta della Bbc di non trasmettere in diretta la cerimonia per il Commonwealth Day in programma all’Abbazia di Westminster lunedì 9 marzo. È la prima volta che accade, in 37 anni (qui le immagini dell’evento con William e Kate).
E a poco sono valse le giustificazioni della tv di stato, che ha specificato come la scelta sia da attribuire alla mancanza di fondi. Per l’esperta royal Tessa Dunlop «è la prova del declino dell’establishment».
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