C’è una menzogna molto diffusa secondo cui le donne complicate siano un problema. Prada ha stabilito che essere complicate è l’unica soluzione.
Prada Autunno Inverno 2026-2027
La collezione A/I 2026-2027 nasce da un’idea apparentemente semplice e abissale: una donna è un processo in stato di emergenza permanente. Simone de Beauvoir sosteneva che non si nasce donna, lo si diventa. Miuccia aggiunge, con la sua consueta eleganza che taglia come un rasoio, che non lo si smette mai di diventare. La stratificazione degli abiti, sartoria sovrapposta a raso ricamato sovrapposto ad abbigliamento sportivo è la trascrizione tessile di quella verità scomoda che ogni donna porta in corpo e che la moda, di solito ignora.
Prada Autunno Inverno 2026-2027
I materiali invecchiati con intenzione, sbiaditi, ricamati e poi fatti sembrare dimenticati in fondo a un cassetto raccontano di vissuto. La patina non è ciò che rimane dopo la bellezza. È ciò che la bellezza diventa quando smette di dover dimostrare qualcosa a qualcuno. «Ci sono molti strati nella vita di una donna”, dice Miuccia, «ogni giorno richiede non solo abbigliamenti diversi, ma anche una pluralità di identità a cui attingere». Il poeta Walt Whitman ha scritto: «mi contraddico? Ebbene sì, contengo moltitudini». Una collezione che non veste un’identità. Ne celebra l’impossibilità di averne una sola.
Testo di Antonio Mancinelli
Amica ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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