Sanremo 2026, le canzoni! Abbiamo ascoltato in anteprima i 30 brani in gara alla 76ma edizione del Festival. Ecco le primissime impressioni e considerazioni. Con poche eccezioni, si canta tanto d’amore: in corso o più spesso finito male, adolescenziale o adulto, per un figlio o un genitore. C’è più varietà nei generi, come racconta Carlo Conti presentando i brani negli studi Rai di Corso Sempione a Milano: «Ritmi latini, country, rap puro, pop e rock: per me è stato come andare al mercato a comporre un bouquet di fiori. L’ho immaginata coma un playlist radiofonica».
I nomi che spiccano al primo ascolto? Ditonellapiaga, la coppia Fedez-Masini, Serena Brancale. Menzione speciale per Sal Da Vinci e J-Ax. Si accettano scommesse, sapendo che con le prove con l’orchestra tutto può cambiare.
Appuntamento più tardi del solito quest’anno: Sanremo 2026 – quinto Festival di Sanremo di Carlo Conti – va in scena all’Ariston e su Rai 1 (e sarà argomento di conversazione in tutti i bar d’Italia e su tutti i social), da martedì 24 a sabato 28 febbraio. Mai così in là, per non sovrapporsi ai Giochi olimpici invernali Milano-Cortina.
Carlo Conti, 64 anni, direttore artistico e conduttore di Sanremo 2026 (lo ha già condotto nel triennio 2015, 2016 e 2017 e lo scorso anno) ha presentato in anteprima a giornalisti e addetti ai lavori le 30 canzoni scelte per la 76ma edizione del Festival. Ecco le nostre primissime impressioni al primo ascolto (foto Ansa)
Le pagelle delle canzoni di Sanremo 2026 al primo ascolto
Arisa – Magica favola
Arisa torna all’Ariston con un brano firmato da Giuseppe Anastasi, il suo autore storico (fin dai tempi di Sincerità). Un titolo che è un programma, con tanto di “C’era una volta..” nel testo. Un brano dolce e cristallino, a cui manca qualcosa. “A 30 anni tutti mi dicevano che bella voce, a 40 voglio solo ritrovare un po’ di pace”. Voto 6 e mezzo
Francesco Renga – Il meglio di me
Una riflessione intima, tra crescita e fragilità – “Ma avete capito che sorride anche una lacrima” – una ballad che richiede a uno dei veterani del Festival una tonalità più bassa del solito, il che non fa male. Ma alla fine cede: “Fra tutti i mieieiei dettagli seieieiei il meglio di me”. Voto 6
Dargen D’Amico – AI AI
Dargen gioca con l’IA e con il ritmo e con le parole e con le assonanze. Un brano che martella e bombarda a suon di cassa dritta. Come nel suo stile, leggero e profondo, diverte e fa riflettere sui rischio della tecnologia e della spersonalizzazione. Voto 7
Eddie Brock – Avvoltoi
Arriva all’esordio al Festival forte dei suoi grandi numeri social. “Perché è più facile per te farti spogliare che spogliarti il cuore”. Rimandato al prossimo ascolto. Voto 5
Ditonellapiaga – Che fastidio!
Premio simpatia. Fa divertire e tamburellare, ballare e annuire quando snocciola le cose che danno fastidio. E se cita la “bossa nova” ecco il fraseggio in stile bossa nova. “Io non so più cos’è normale o un’allucinazione”. A un certo punto arriva anche l’ambulanza. Molto attuale. Voto 8
Bambole di pezza – Resta con me
Ci si aspettava un pezzo punk-rock dalla band tutta al femminile (unica band del cast 2026 tra l’altro) . La canzone non decolla, ma le girls recupereranno sul palco: suonando, cantando e con un’immagine forte (speriamo). Voto 5
Elettra Lamborghini – Voilà
Ed eccola, voilà! Il brano comincia con il suo nome che risuona e poi omaggia (o copia?) Raffaella, citandola: “E allora viva viva viva la Carrà”. Solo che lei lo faceva 40 anni fa. “E poi ci sale sale su quest’aria di mare un po’ ti odio un po’ I love you”. Voto 6 per la simpatia
Enrico Nigiotti – Ogni volta che non so volare
Passato un po’ in sordina nella lista dei 30 big, Nigiotti va a segno al primo ascolto. Il brano, con un bel testo co-firmato da Pacifico, volerà con l’orchestra. A proposito c’è un “Prima di volare” e perfino un oooooo: “Il tempo vola maledetto ooooo, veloce come un pizzicotto ooooo”. Voto 7 e mezzo
Ermal Meta – Stella stellina
Sì, inizia proprio come la filastrocca: “Stella stellina la notte si avvicina” e prosegue con un sound arabeggiante. Ma non è una favola: dentro alla musica dolce c’è il dramma di una bambina e della guerra. Stranamente unico testo in gara sul tema. “Non basta una preghiera per non pensarci più”. Voto 7 e mezzo
Fedez & Masini – Male necessario
La gran voce di Masini infonde profondità al testo intenso di Fedez (in realtà sono 6 gli autori): “Non ho più spazio per dipingermi d’inchiostro lo ammetto però per altre cicatrici trovo sempre un posto”. I favoriti della primissima ora restano in scia. Voto 8
Fulminacci – Stupida sfortuna
Questa “stupida stupida sfortuna” è piacevole e resta in testa fin dal primo ascolto. “E passeranno classifiche e Sanremi”, intona il cantautore romano classe 1997, che abbiamo visto già al Festival nel 2021. Voto 7
J-Ax – Italia starter pack
Un bel country, chi se lo aspetta da lui: l’ex Articolo 31 da Ohi Maria a …”ti passo la canna del gas”. Divertente, ironico e diverso da tutti gli altri. Voto 7
LDA & Aka 7even – Poesie clandestine
Napoli non può mancare all’Ariston. E arriva con loro: “assaje che è una tarantella si nun ce putimmo veré”. Che qui e là gliel’abbia scritta papà (di LDA) Gigi D’Alessio? Voto 6 e mezzo
Leo Gassmann – Naturale
Giovane, romantica, romana. Un invito a guardare all’essenza delle cose tra eyeliner che lasciano il nero sulle felpe e motorini che viaggiano per la Capitale. Manca un graffio. Voto 6
Levante – Sei tu
Un pezzo molto sentito, quasi un carillon. Sembra una bella storia d’amore, ma ne racconta la fine. “Per mostrarsi anche nelle miserie, per restare e contare le macerie”. Struggente, da risentire con l’orchestra. Voto sospeso
Luchè – Labirinto
Voce graffiata per un pezzo urban che al primo colpo non va a segno del tutto, nonostante un bel testo: “E quello che so di te è che sei bella come una bugia detta per non piangere”. Voto 6 e mezzo
Chiello – Ti penso sempre
C’è lo zampino di Tommaso Ottomano (“fratello” di Lucio Corsi) nel testo e nella musica dell’esordiente Chiello. Racconta una bella storia d’amore finito (tema più gettonato di quest’anno). “Ti penso sempre, voglio disinnamorarmi”. Tra Achille Lauro e Tananai. Voto 7
Malika Ayane – Animali notturni
Ci vuole un po’ a capire che è lei, brava a non ripetersi. Un bel pezzo, un bel ritmo, sulla vita della notte. “La strada è una giungla, puntiamo alla luna come animali notturni” Voto 7
Mara Sattei – Le cose che non sai di me
Un brano molto sanremese, forse troppo. L’orchestra, di conseguenza, lo valorizzerà. Voto sospeso
Maria Antonietta & Colombre – La felicità e basta
Tra Albano e Romina e L’estate sta finendo. Genere: canzoncina con parolaccia: “Ma se abbiamo sete, abbiamo fame o siamo soli, la colpa non è nostra, non siamo dei coglioni”. Voto 5
Michele Bravi – Prima o poi
Classica canzone d’amore, un altra storia finita. Al primo ascolto suona un po’ noiosa, non scalda. “Canti solo le canzoni ma degli altri dovresti vergognarti che dopo anni non la smetti di mancarmi”. Voto 5
Nayt – Prima che
Altro brano da giovani, su temi di giovani: la ricerca di identità e di riconoscimento: «cosa possiamo veramente scoprire di essere togliendo tutte le strutture sociali, i costumi, le abitudini, le scelte che facciamo», aveva spiegato il rapper William Mezzanotte (nome più bello del nome d’arte). “La realtà non si vede finché tu non mi vedi finché io non ci vedo te”. Voto 7 sulla fiducia
Patty Pravo – Opera
Tutti siamo unici, ognuno di noi è un’opera d’arte (è la tesi del pezzo). Lei un po’ di più, tanto che è forse la sola che Carlo Conti “presenta” non solo con il nome a giornalisti e addetti ai lavori: «Ora tocca alla Divina». All’attacco in stile Ed è subito sera: “Sulla terra siamo soli…” segue l’apertura: “Ma poi sono le emozioni che ci cambiano”. In altri Festival anche recenti però è stata più incisiva. Voto 6 e mezzo
Raf – Ora e per sempre
Coerente, è sempre lui un po’ uguale un po’ diverso, e si catapulta nel suo amore dagli anni 80 a oggi. Invecchiato bene. “Graffiti un po’ sbiaditi di un fuoco che non c’è più ma è parte di noi”. Cosa resterà? Voto 6 e mezzo
Sal Da Vinci – Per sempre sì
Nazional popolare al top, spopolerà ai matrimoni. Con tanto di “accussì” nel finale. “Un amore non è amore se non ha affrontato la più rapida salita”. A suo modo irresistibile. Voto da 4 a 8 (voto preso in prestito da un collega)
Samurai Jay – Ossessione
Dopo la prima all’Ariston, il pezzo dalle sonorità rap, latine ed elettroniche, finirà dritto dritto nella playlist dei più giovani. “Come un’ossessione stanotte ritorni qui, al centro delle mie fantasie”. Sul palco, con il napoletano Gennaro Amatore – nome all’anagrafe del rapper classe 1998 – ci sarà per declamare una frase anche Belen Rodriguez. Voto 7
Sayf – Tu mi piaci tanto
Il pezzo arriva a destinazione e si candida a tormentone radiofonico. Con tanti riferimenti: su quel palco risuonerà da brividi “Tenco è morto qui vicino”. Voto 6 e mezzo
Serena Brancale – Qui con me
Molto diversa dallo scorso anno, porta un brano raffinato, che racconta un dolore e mette in luce la sua voce che spazia fino al jazz (sul petto porta la medaglia del plauso di Quincy Jones). La voce più bella della 76ma edizione del festival? Voto 8
Tommaso Paradiso – I Romantici
È la rom-com di Sanremo 2026: una dichiarazione d’amore, un inno romantico alla compagna e alla figlia (nata nell’aprile 2025). Alla sua prima volta all’Ariston, l’ex frontman dei The Giornalisti è molto centrato- “I romantici guardano il cielo, i romantici guardano un treno che se ne va” – e molto sincero – “Io non farò come ha fatto mio padre, gelido “. Voto 7 e mezzo
Tredici Pietro – Uomo che cade
È cresciuto, si è trovato. Il brano comincia con il classico “Oh…eh…ah”, poi alterna rap e ritornello pop. Bello il testo, chissà che ne dice papà Gianni Morandi. A cui il ragazzo somiglia molto, con in più un piglio da bad boy. Voto 7 e mezzo
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