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Chanel Haute Couture: la favola di Matthieu Blazy con i piedi per terra (meglio se in décolletée bicolor)

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Nel Grand Palais di Parigi è cresciuta una foresta rosa, con salici piangenti dalle fronde color confetto e funghi giganti come in una fiaba Disney. In questa scenografia onirica, il direttore creativo Matthieu Blazy fa il suo debutto nell’Haute Couture di Chanel, mescolando meraviglia e realtà nella sfilata primavera estate 2026.

Sul tappeto di muschio rosa pastello sfilano moderne Cenerentole e nuove Biancaneve, principesse non in attesa di salvezza ma donne in viaggio – autonome, curiose, innamorate del mondo. Tra i tronchi incantati affiorano dettagli sartoriali che uniscono l’incanto alla vita quotidiana.

Si intravedono borse fantasma, evanescenti come ricordi; un ciuffo ribelle di tessuto spunta da un completo con gonna; un accenno di canotta e jeans si indovina sotto strati di organza. E poi c’è la giacca di tweed perfetta, armatura gentile e iconica, a ricordarci che siamo pur sempre nel regno di Coco.

La sfilata Haute Couture di Chanel primavera/estate 2026 (Courtesy of Chanel).

I classici codici Chanel – dal bouclé ai fiori di camelia – diventano creature della foresta incantata. Le giacche sbocciano sulle spalle, gli abiti fluidi ondeggiano come ruscelli di seta, i ricami brillano come rugiada al primo sole.

La scenografia della sfilata Haute Couture di Chanel primavera/estate 2026 (Courtesy of Chanel).

Blazy ricama la sua visione con ironia sottile e una lieve malinconia. Ci dice che sì, la moda può essere una favola, ma ogni favola vive solo se la si porta fuori dal libro: queste creazioni sono fatte per camminare tra noi, per salire su un treno o scendere in strada, al seguito di donne vere che si muovono e amano.

Un look della sfilata Haute Couture di Chanel primavera/estate 2026 (Courtesy of Chanel).

Come diceva Coco Chanel, «Il lusso deve essere comodo, altrimenti non è lusso», e qui l’incanto è reso vivibile senza spezzare la magia. Allo scoccare di un’ideale mezzanotte, nessun abito si dissolve. La magia resta intatta nei tagli pratici Anni 20 e nelle stoffe morbide: la principessa può tenersi le scarpe (niente cristallo, magari un sandalo basso sotto il tulle) e correre libera nella notte metropolitana.

La Haute Couture Primavera/Estate 2026 secondo Blazy è una fiaba contemporanea con i piedi ben piantati a terra: un sogno a occhi aperti che profuma di realtà, dove l’eleganza ritrova il coraggio snob e semplice di farsi portabile. Anche se per pochissime.

«L’Haute Couture è la vera anima di Chanel: il fondamento e la piena espressione della Maison. Sono abiti che parlano tanto di chi li indossa quanto di chi li crea. Sono gli abiti, una volta indossati, a dare loro una storia vera; la loro storia e una risonanza emotiva, offrendo alle donne una tela per raccontare la propria storia», ha commentato Blazy.

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